Nel caso in cui le cure conservative non si rivelino efficaci per la risoluzione della sintomatologia dolorosa provocata dall'ernia del disco, il medico può suggerire un approccio chirurgico come soluzione alternativa. Tra le opzioni chirurgiche, troviamo la sostituzione discale artificiale o discoplastica e la fusione spinale.

Discoplastica

L'intervento di sostituzione del disco intervertebrale con un disco artificiale è finalizzato alla risoluzione della sintomatologia tipica di patologie degenerative del disco o di ernie del disco in acuto e non adeguatamente curate. Questo approccio garantisce il mantenimento della mobilità della colonna vertebrale.

Cos'è un disco artificiale?

  • Un disco artificiale è un dispositivo protesico che, inserito tra i corpi vertebrali, va a sostituire il disco naturale, preservando la mobilità del segmento vertebrale trattato.
  • Se le terapie non chirurgiche si rivelano inefficaci nell'alleviare il dolore provocato dall'ernia discale acuta, il medico può suggerire il ricorso alla chirurgia spinale. L'obiettivo di questo tipo di chirurgia è asportare totalmente o parzialmente il disco danneggiato (discectomia), al fine di alleviare la pressione esercitata sui nervi e/o sul midollo spinale (decompressione) e di ripristinare la stabilità e l'allineamento della colonna vertebrale in seguito alla rimozione del disco.
  • Questo intervento di sostituzione dell'articolazione, o artroplastica, comporta l'inserimento di un disco artificiale nello spazio intervertebrale in seguito all'asportazione di un disco naturale.
  • Il dispositivo è ideato per preservare la mobilità nello spazio discale e lungo tutto il segmento vertebrale trattato. Esso funziona come un'articolazione, favorendo il movimento (flessione, estensione, inclinazione laterale e rotazione) e l'allineamento (altezza e curvatura) del disco naturale.

Rischi e benefici

Tutti i risultati relativi al trattamento e agli outcomes per gli interventi di sostituzione discale artificiale sono specifici per ogni singolo paziente e sono parte integrante del colloquio di consultazione con l'operatore sanitario.

Si consiglia di rivolgersi al proprio operatore sanitario di riferimento per un elenco completo dei benefici, delle indicazioni, delle precauzioni, dei risultati clinici e per qualsiasi informazione medico-chirurgica in merito ai dischi artificiali.

Benefici

Il disco cervicale artificiale venne valutato, come alternativa alla fusione spinale, in uno studio clinico su 541 pazienti – la più ampia sperimentazione clinica di questo genere sulla colonna cervicale, mai condotta e portata a termine.

Di seguito sono riportati alcuni tra i principali risultati dello studio clinico.

  • Il gruppo di pazienti sottoposti a sostituzione discale artificiale ha registrato un tasso medio di rientro al lavoro del 26,2% migliore rispetto alla media del gruppo di trattamento sottoposto a fusione spinale.
  • Il gruppo di pazienti sottoposti a sostituzione discale artificiale non hanno mostrato alcun malfunzionamento del dispositivo (rottura).
  • Un minor numero di pazienti sottoposti a sostituzione discale artificiale ha richiesto procedure chirurgiche di revisione rispetto a quelli del gruppo di trattamento con fusione spinale. Si considera un intervento di revisione una procedura chirurgica che regola o, in qualche modo, modifica la configurazione originale dell'innesto.

Rischi

Come qualsiasi altro intervento di chirurgia vertebrale, anche la sostituzione discale artificiale presenta dei rischi. Possono insorgere complicanze di varia natura.

Tra i potenziali rischi associati all'intervento chirurgico rientrano complicanze legate all'anestesia, coaguli di sangue, reazioni allergiche ed effetti avversi dovuti a problemi medici non diagnosticati, come una cardiopatia silente. Le potenziali complicanze associate alla chirurgia vertebrale e, in particolare, alla sostituzione discale artificiale includono:

  • reazione allergica al materiale impiantato
  • piegamento, rottura, allentamento o spostamento dell'impianto
  • piegamento o rottura degli strumenti
  • ferite, infezioni locali e/o sistemiche
  • dolore al collo e/o al braccio
  • difficoltà a deglutire
  • problemi o alterazioni del linguaggio
  • lesione ai nervi o al midollo spinale, con conseguente possibile disabilità o paralisi
  • sensazione di intorpidimento o formicolio alle estremità
  • lacerazione della membrana protettiva (dura) che riveste il midollo spinale
  • perdita di movimento o fusione al livello cervicale trattato
  • sviluppo o progressione di malattie ad altri livelli cervicali
  • sanguinamento o raccolta di sangue coagulato (ematoma)
  • coaguli di sangue e restrizioni del flusso ematico, potenziale causa di ictus
  • gonfiore tissutale
  • reazioni all'anestesia
  • alterazione delle capacità cognitive
  • complicanze legate alla gravidanza, inclusi aborti spontanei e difetti congeniti del feto
  • incapacità di tornare a svolgere le normali attività quotidiane, inclusa l'attività sessuale
  • morte

Vi è inoltre il rischio che questa procedura chirurgica non sia efficace e possa non alleviare o portare ad un peggioramento dei sintomi pre-operatori.

Durante la conduzione dello studio clinico statunitense, sono stati riportati alcuni casi di eventi avversi. Tra i più comuni rientravano il trauma, problemi di deglutizione, l'incapacità di parlare e l'infezione. Ulteriori rischi possono essere associati al trattamento di sostituzione con disco cervicale artificiale. Sebbene molti dei principali rischi siano elencati su questo sito Web, un elenco completo viene indicato nel foglio illustrativo allegato al prodotto. Si consiglia di consultare il proprio medico curante per ulteriori informazioni e per ottenere un maggiore dettaglio in merito a tali rischi.

 

Domande frequenti (FAQ)

Il paziente dovrebbe sempre rivolgere direttamente al proprio medico le domande relative alle proprie condizioni di salute e alle diverse opzioni di trattamento attualmente disponibili. Per informazioni generali, nella presente sezione vengono discusse alcune delle domande più frequenti.

In quali condizioni è indicato un intervento chirurgico di sostituzione discale artificiale?

In genere, la sostituzione discale artificiale è impiegata per trattare i dischi della colonna vertebrale degenerati o erniati. Alcuni pazienti con ernia discale sono soggetti a compressione del midollo spinale o delle radici nervose e lamentano dolore alla schiena nei punti corrispondenti ai dischi degenerati. Il medico curante dovrà informare il paziente circa la sua compatibilità con questo trattamento.

Qual'è il materiale di composizione di un disco artificiale? Si tratta di un materiale utilizzato in precedenza?

In genere, i dischi artificiali sono realizzati con una grande varietà di materiali, tra cui acciaio inossidabile, polietilene e cromo cobalto. Da molti decenni, gli impianti di questi materiali vengono impiegati in modo sicuro per un'ampia gamma di applicazioni.

Come viene impiantato un disco artificiale? Si tratta di una tecnica ampiamente conosciuta?

Il disco artificiale viene, di norma, impiantato attraverso un'incisione realizzata nella parte anteriore del collo o nell'addome, in modo da disporre di un accesso diretto allo spazio discale. Questo approccio è ampiamente conosciuto ed è lo stesso utilizzato per il trattamento di ernie discali cervicali e lombari mediante fusione spinale anteriore.

Fusione spinale

La fusione cervicale anteriore consiste in un intervento chirurgico che prevede l'accesso alla colonna vertebrale cervicale mediante una piccola incisione praticata nella parte anteriore del collo. Questo approccio consente di ripristinare l'altezza del disco originale e agevolare la fusione tra le due vertebre adiacenti. In caso di instabilità, il chirurgo può impiantare una placca metallica aggiuntiva per stabilizzare la colonna durante il processo di artrodesi.

La discectomia e la fusione cervicale anteriore sono interventi chirurgici cervicali che prevedono l'accesso alla colonna vertebrale mediante un'incisione praticata nella parte anteriore del collo.

Il disco malato viene asportato e sostituito con materiale osseo prelevato dall'anca del paziente o da dispositivi biocompatibili (cage), composti da sostituti d'osso sintetici, che possano ripristinare l'altezza del disco originale e agevolare la fusione tra le due vertebre adiacenti. In caso di instabilità, il chirurgo può impiantare una placca metallica aggiuntiva per stabilizzare la colonna vertebrale durante il processo di artrodesi.